Caso di successo: i Premi MIA 2026 — trofei per la 15ª Notte Mediterranea del Marketing
Due formati, un'unica forma in lamiera d'acciaio piegata. In questo caso di successo ripercorriamo i trofei su misura che abbiamo progettato e realizzato per i Premi MIA 2026 del Club de Marketing del Mediterráneo: dall'origine dell'incarico alle scelte che li hanno definiti, fino al modo in cui un trofeo fisico incide sulla percezione di un premio.

Indice dei contenuti
L'incarico
I Premi MIA vengono assegnati ogni anno dal Club de Marketing del Mediterráneo della Comunità Valenciana. L'edizione 2026 — la quindicesima — si è svolta il 10 giugno all'Huerto de Santa María di Valencia, davanti a oltre 320 ospiti.
Premiano risultati di marketing misurabili più che le semplici idee: crescita del business, trasformazione del brand, impatto sociale o innovazione di prodotto, in sette categorie che spaziano dalle aziende ai singoli professionisti e, quest'anno, ai giovani talenti emergenti.
I vincitori 2026:
- Innovazione — Zink Medical
- Marketing sociale — Asindown
- Marketing B2B — Emuca
- Marketing B2C — Verdú Artesanos
- Miglior Premio MIA dell'anno — Verdú Artesanos
- Professionista dell'anno — Laura Oro, Norauto
- Riconoscimento speciale, giovani talenti — Carmen Calero, Eduarda Prado e Adrián Ramírez
Il tema 2026, « Sentir el (im)pulso », presentava il marketing come una pulsazione umana, in un momento in cui l'intelligenza artificiale e l'automazione dominano il dibattito del settore. Il nostro incarico: tradurre quella pulsazione in un oggetto, un trofeo su misura riconoscibile a colpo d'occhio come quello dei Premi MIA e pensato per essere riproposto di anno in anno.
La sfida progettuale
La difficoltà era dettata dal trofeo che i Premi MIA avevano usato fino ad allora — una base in marmo sormontata da una lamiera d'acciaio piegata e cromata —, una forma di cui il brief ci chiedeva di conservare essenza e volume, portandola al tempo stesso verso un linguaggio contemporaneo e senza tempo.
Il vero problema ingegneristico stava nella lamiera d'acciaio stessa: risolverne lo sviluppo metallico perché generasse la geometria piramidale che avevamo disegnato. La parte più ardua era la faccia superiore, da orientare in modo che il nome del premio si leggesse con chiarezza da qualsiasi punto del tavolo, e non solo di fronte.
Abbiamo sviluppato la progettazione del trofeo con la designer Laura Talaya nel corso di diverse revisioni e di una serie di prototipi in carta. Una volta compreso il comportamento della piega, la soluzione definitiva è arrivata in fretta, e dallo stesso linguaggio sono nati due formati: coerenti tra loro, ma distinti nella scala.

Dall'incarico all'oggetto, su misura.
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Abbiamo realizzato la collezione in acciaio a contenuto riciclato, con finitura in vernice all'acqua non tossica, in un lilla corporate opaco. La grafica è stata applicata con transfer DTF, un metodo di stampa capace di seguire pieghe e geometrie complesse dove le tecniche convenzionali falliscono, perché richiedono una superficie perfettamente piana e stabile.
La geometria è una piramide a base triangolare tagliata orizzontalmente a metà, con il volume superiore spostato lateralmente rispetto al corpo inferiore: è la rottura dei piani a dare al trofeo la sua silhouette.
Le scelte chiave si sono susseguite in sequenza:
- Faccia frontale: il nome dell'evento e l'anno, in caratteri senza grazie
- Base: il logo del CMM accanto alla categoria del premio
I due formati, nati da un unico linguaggio, si distinguono nettamente per scala:
- Vincitore: circa 15 cm di altezza, intorno ai 200 g
- Riconoscimento speciale: circa 12,5 cm di altezza, intorno ai 130 g
Entrambi sono oggetti volutamente leggeri, dimensionati per essere sollevati sul palco e portati a casa.

L'oggetto
Ciò che è rimasto nelle mani di ogni vincitore è stata un'unica forma in due dimensioni, costruita per essere riproposta nelle edizioni successive più che per celebrare una sola serata.
In una serata il cui intero senso era la pulsazione umana dietro il marketing, l'oggetto doveva racchiudere quell'idea nell'acciaio: piani netti, spigoli vivi e un nome leggibile da ogni direzione.
Quando la sala si svuota e la pulsazione della serata è passata, è il trofeo a restare per raccontarla. È questo lo standard — il motivo per cui questo caso di successo comincia dall'evento e non dall'oggetto — che applichiamo a ogni trofeo su misura.
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